Analisi illogica dell’amore

Nessuno conosce mai la vera storia degli altri: siamo sempre troppo concentrati a raccontare la nostra, perché non siamo capaci di ascoltare. È anche vero che spesso la storia che raccontiamo non necessariamente parla di noi e di ciò che “siamo” veramente. Ci nascondiamo, perché provare un sentimento a volte diventa un peso, quasi una colpa da confessare, e rende tutto più complicato di quello che effettivamente può essere. Ma la scrittura può tutto: restituisce risposte a chi ha molte più domande da porsi; svela sogni che sono più numerosi dei cassetti in cui li abbiamo rinchiusi. Essere diversi in modo diverso, questa è la chiave che libera le emozioni, accende gli occhi e spegne la pelle.
Lei e Lei. Roberta e Laura. Due anime simili,  lontane seppure vicine, strette nella stessa bolla, larga la distanza fra i loro occhi. Due protagoniste uniche di uno stesso film, nel tempo sospeso della incredulità che solo l’amore può. Il mondo dentro un maglione. L’amore più bello di sempre, come l’ultimo desiderio prima di morire, o prima di iniziare a vivere.
Anna è il trait d’union, il fil rouge che unisce, lega e avvince queste due anime lungo tutta la narrazione di Analisi illogica dell’amore, il romanzo di esordio di Elena Dell’Aquila. È la saggezza fatta persona, Anna, arrivata anch’essa alla fine di un lungo, tortuoso percorso che si snoda salvifico attraverso silenzi scambiati per risposte e occasioni mancate. Perché la vita può essere fatta di tanti attimi, o essere un attimo solo.
A noi la scelta.

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