Stavolta sono rimasta frecata

L’argomento che più di tutti fa venire la bile ai professori di italiano è la poesia. Si cerca di ritardare il più possibile questo modulo, inventando tutte le scuse possibili, proprio come fanno i bambini quando la mattina non vogliono andare a scuola e inscenano un mal di pancia. Ecco elencate alcune mie “scappatoie”. 1: scusate ragazzi, non sto bene, vi mando il supplente. 2: oggi facciamo un’esercitazione di lettura, perché non sapete leggere. 3: che ne direste di vedere un film sulla mafia? (Alla parola film sento sempre un…

Leggi

La virgola

Mi sembra di vederle ovunque ormai: scivolare per strada, al supermercato, in fila alla posta, di notte le conto a centinaia al posto delle pecorelle per pigliare sonno. Sono ossessionata dalle virgole, questi minuscoli e impercettibili tratti d’inchiostro, più molesti delle zanzare nelle afose serate d’estate. Quando si usano? Perché? Che senso hanno? Sono proprio necessarie? Gli scriventi italiani non ci hanno capito granché in tanti anni di scuola dell’obbligo e allora le mettono sempre: tra soggetto e predicato, tra predicato e complemento oggetto, contemporaneamente prima e dopo il “ma”…

Leggi

I terroni dei pronomi

Giuro che mi tapperò le orecchie sul prossimo Frecciarossa Bari-Milano. Mi è venuta l’orticaria mentre ascoltavo alcuni pugliesi, marchigiani, abruzzesi parlare al telefono o tra di loro. “Non so mamma, dimmelo te…”, così a un certo punto ho sentito dire a un ragazzo sulla ventina – presumibilmente della profonda Daunia, impegnato in una conversazione telefonica. Due ragazze poco meno che trentenni, salite sul treno ad Ancona e, quindi, di ritorno a Milano per lavoro, studio o chissacché, a un certo punto della loro discussione si sono lasciate scappare un “Bisogna…

Leggi