Come nasce un amore!

Avevo 14 anni. Frequentavo il primo anno delle Superiori. Un Istituto Tecnico Agrario pieno di laboratori di chimica, biologia e di altre materie simili. Chi si sarebbe mai aspettato che in quella scuola ci fosse una biblioteca, e che fosse così grande. E quanta polvere su ogni libro. La mia professoressa di Italiano, una donna grandicella ed occhialuta, ci teneva ad aprire la biblioteca almeno un ora a settimana, nella speranza che qualcuno andasse a fruire di quei meravigliosi testi. Ma non ci entrava mai nessuno.

Io, invece, incuriosita da così tanta bellezza, mi sentii attratta da quel luogo assurdo ed una mattina di dicembre entrai in punta di piedi e chiesi alla Professoressa Lagonigro, così si chiamava, di poter guardare quei libri, alcuni dei quali molto vecchi, alcuni erano persino prime edizioni. Lei si illuminò e vidi nei suoi occhi una luce nuova. Mi chiese di sedermi e di farmi consigliare.

Mi mise in mano il primo libro. Iniziai ad avvertire un brivido lunga la schiena. Non è follia, è la verità! Fino al giorno prima avevo solo letto testi scolastici o libri di narrativa, quelli che propinano alle scuole medie. Invece quello che mi stava consigliando lei era un Signor libro. Il primo libro che lessi “davvero”! Iniziai a leggerne le prime pagine e rimasi meravigliata da così tanta originalità. Dalla fattezza della scrittura, dalla così abnorme tessitura, che mi conquistò. E mi chiedevo come potesse un uomo scrivere così bene e farsi comprendere da me, nonostante io fossi lontana da lui e dalla realtà che descriveva? E mi chiedevo come facesse a farsi capire nonostante il modo di scrivere non era quello tipico e semplice della narrativa? Quel libro parlava in prosa in forma poetica.

L’Antologia di Spoon River (Spoon River Anthology) è una raccolta di poesie in verso libero, scritta dal poeta statunitense Edgar Lee Masters e pubblicata tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di Saint Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita dei residenti dell’immaginario paesino di Spoon River, sepolti nel cimitero locale. Lo scopo di Masters è quello di demistificare la realtà di una piccola cittadina rurale americana. In realtà, Masters si ispirò a personaggi realmente esistiti nei paesini di Lewistown e Petersburg, vicino Springfield nell’Illinois, dove egli era cresciuto. Molte persone ancora vive e facilmente riconoscibili in quegli ‘epitaffi’, infatti, si risentirono nel vedere le loro faccende più segrete e private pubblicate in quelle poesie. La storia della pubblicazione in Italia dell’Antologia di Spoon River fu ben più travagliata. Durante il ventennio fascista la letteratura americana era osteggiata dalla censura del regime, in particolare se esprimeva idee libertarie come nel caso di Edgar Lee Masters. La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. La traduzione fu a cura di Fernanda Pivano, la quale raccontò: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese».

Quando ho letto l’Antologia di Spoon River, lì a 14 anni, ho vissuto un esperienza meravigliosa. Era come se mi fossi trasportata in quei luoghi e in quei tempi, e potessi vedere ognuno di quei personaggi davanti ai miei occhi. Oggi, a distanza di tanti anni, ho il libro in casa e quando mi sento un po’ sola, lo riapro, così a casaccio e li vado a ritrovare quei personaggi. E, da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a fare un esperienza doppiamente meravigliosa, perché abbino alla sua lettura, l’ascolto dei brani di Fabrizio De André scritti proprio mentre leggeva Spoon River nel 1970. L’album in questione è Non al denaro non all’amore né al cielo.

Per chi volesse provare la mia stessa esperienza, consiglio di leggere la poesia de Il giudice Selah Lively ed ascoltare la canzone Un giudice di Fabrizio De André.

Ed oggi ho ancora i brividi ripensando a quel momento. Mi ero appena innamorata della lettura e non lo sapevo.

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