Dai momenti difficili si può rinascere

Una scrittura delicata ma al tempo stesso incisiva. Questo è lo stile che caratterizza Scatole nere, la raccolta di racconti della barese Cinzia Cognetti, edita da Les Flâneurs Edizioni.

Come nasce questo libro e di cosa parla?

Questo libro nasce da un bisogno, da un’esigenza personale. Per me scrivere è guardarsi dentro e scogliere i nodi dell’esistenza. Il non detto, le occasioni sfumate, la paura del cambiamento, dell’età crescono dentro e diventano un fiume impossibile da arginare. La scrittura è la mia diga, la sicurezza che mi consente di guardare avanti con gli occhi rivolti al passato e lo sguardo speranzoso verso il futuro. Non è stata una scelta, ma un imperativo categorico che non mi sono imposta. È naturale, bello, rigenerante. In “ Scatole nere” ho raccontato questi timori attraverso la voce di sei personaggi che sono i protagonisti delle storie racchiuse nella raccolta. Loro sono come le scatole nere di un aeroplano, registrano il passato e sopravvivano. Gli incidenti non li disintegrano, resistono e trasmettono testimonianze di vita. Attraverso le riflessioni di una moglie spezzata dalla fine del matrimonio o le parole di un bambino immigrato e sperduto in una gelida Parigi ignara della sua sofferenza, ho cercato di esprimere il desiderio connaturato in ciascun essere vivente di amare e sentirsi amato ma sopratutto di amarsi dopo il passaggio della tempesta che ha travolto le proprie certezze.

A chi si rivolge?

Mi piace pensare che chiunque possa identificarsi nelle storie. Lo stile scorrevole e scarno di orpelli stilistici rende la loro lettura non impegnativa e facilita l’immedesimazione nei personaggi. Ritengo, tuttavia, che sia rivolto in particolare a chi crede nelle seconde chance. Esistono battute di arresto, frenate brusche e impreviste ma sin quando batte il cuore diventa nostro dovere trarre tutto il meglio che la vita può donarci. Cogliere i segni e non arrendersi mai perché la voglia di provare emozioni non scompare. Spesso rimangono solo assopite e basta una carezza, lo sguardo amorevole di un cane o la bellezza dell’alba a risvegliarle, proprio come avviene per i protagonisti della raccolta. Spero di regalarle anche io al lettore con il mio Scatole nere.

A quale dei racconti sei più legata e perché?

È difficile stabilirlo. Sarebbe come chiedere ad una madre quale tra i suoi figli preferisce. Forse “Gigli appassiti”. Nella parte iniziale è tratteggiata una dimensione familiare che ricorda molto quella della mia infanzia. Poi la storia si trasforma e scriverla ha significato per me esorcizzare un demone personale, una tra le paure più grandi: quella di continuare ad amare un uomo che è non corrisponde più il sentimento e ha perso la testa per un’altra donna, magari più giovane e attraente. Nostalgia e una forte voce interiore determinano questa scelta. Inoltre è il primo racconto della raccolta che ho scritto. È il “primogenito” partorito dalla penna di una ragazza che sognava e tremava di felicità al pensiero di diventare un giorno scrittrice. Sono affezionata anche al “ Cagnolino del dottor Zaum”. Una storia triste e tenera che commuove.

Come è nato il tuo rapporto con la scrittura?

Per gioco. Da piccola chiedevo ai miei amici di darmi tre parole. Partendo da quelle scrivevo un racconto. Quando creavo provavo una sensazione strana mai sentita prima, il calore si estendeva nel petto e un brivido di piacere mi teneva incollata alla storia sino alla sua fine. Niente mi emozionava come tracciare parole sulla carta. Poi la carta è diventato lo schermo del pc. I mezzi su cui fisso le trame e i personaggi sono mutati nel tempo ma le sensazioni non sono cambiate, sono sempre le stesse.

Quali sono i tuoi modelli letterari di riferimento?

Fedor Dostoevskij è il primo della lista. Con il suo stile asciutto, la forza prorompente delle sue parole e la maestria di incastonare riflessioni sull’esistenza in pagine che vorresti non finiscano mai. Poi Jack Kerouac e altri autori della beat generation. Loro hanno raccontato il dramma interiore di una generazione assetata di novità e incapace di trovare un proprio posto nel mondo, dramma ancora attualissimo oggi. Segue Simone de Beauvoir per la sua capacità di esplorare in profondità l’animo della donna e metterlo a nudo. Non meno importanti sono il compagno, Jean-Paul Sartre, e autori come Charles Bukowski o Michail Bulgakov. Tutti mi hanno insegnato qualcosa e allargato gli orizzonti della mia fantasia.

Quali sono i tuoi cinque libri preferiti?

Delitto e Castigo è in pole position tra i miei libri preferiti. È un romanzo eterno che racconta di una colpa e di una redenzione. La grande capacità di Dostoevskji di trasformare San Pietroburgo nel riflesso esterno della desolazione interiore che abita i personaggi mi ha da sempre affascinato. Poi sicuramente Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald con le sue immagini e il ritmo della narrazione coinvolgente. La Peste di Albert Camus per la trovata geniale dell’autore di parlare del morbo mortale con lo scopo di avanzare una riflessione allegorica sul male. Trovo bellissimo anche Viaggio al termine della notte di Ferdinand Celine, un libro crudo che racchiude verità sull’esistenza. Infine L’Immortalità di Milan Kundera, con quel suo mix vincente di amarezza e ironia, malinconia e incredibile leggerezza.

Chi è Cinzia Cognetti?

Sono una ragazza barese che ha da sempre avuto un sogno: scrivere e pubblicare un libro. Inizio a crederci nel 2010 quando sono tra i vincitori di un concorso di micro letteratura indetto dalla Feltrinelli; travolta dalla routine lo accantono sin quando si verifica un evento personale che stravolge le carte in tavola della mia quotidianità. Comprendo che non posso esitare e procrastinare ma devo riprendere in mano le redini del mio sogno. Subito dopo aver firmato il contratto per Scatole nere, decido di creare un salotto letterario del ventunesimo secolo. È virtuale e chiunque può interagire assistendo alle dirette. Nasce così Living 108, una pagina facebook dove intervisto giovani imprenditori ed esponenti del mondo dell’arte, della musica e della letteratura.

Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Nuovi racconti stanno per essere pubblicati in antologie a cui collaborano diversi autori. Inoltre ho appena iniziato a cimentarmi nella stesura di un romanzo. È la prima volta e ho un po’ di ansia ma è una bella sfida con me stessa che spero di vincere presto.

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