Fondazione Pro Helvetia

Quanti di voi conoscono il nome di uno scrittore svizzero? E quanti possono vantare di avere nella propria libreria un’opera elvetica?

Già, la Svizzera è una sorta di “città del sole” della contemporaneità. Ammirata, ambita, amata per tanti aspetti: dall’efficienza della burocrazia al mito della puntualità dei trasporti, dalle montagne di Heidi al gustosissimo formaggio bucherellato. Ma cosa sappiamo veramente di questo paese, ad eccezione di una lunga serie di luoghi comuni?

In una passeggiata tra Ghiffa, Cannero e Cannobio – ultimi abitati piemontesi sulle sponde del lago Maggiore prima del confine svizzero – mentre stringevo tra le mani un classico della letteratura e della lingua italiana, i “Promessi Sposi” di Manzoni, mi sono chiesta se esiste una letteratura nazionale in Svizzera e come può essere organizzato il mondo della letteratura in un paese suddiviso in quattro lingue nazionali. Cercando risposte, mi sono imbattuta in Pro Helvetia, una fondazione nata alla vigilia della seconda guerra mondiale e che da allora si occupa di tutelare la cultura svizzera (letteratura, teatro, arte, musica, danza), di promuovere gli artisti nazionali e di curare i rapporti culturali con l’estero. Ci è sembrata una grande opportunità, pertanto, poter rivolgere alcune domande ad Ana Albom, specialista di letteratura svizzera in lingua italiana; un’occasione imperdibile per approfondire un aspetto ancora poco conosciuto di un paese a noi fratello, e non solo per vicinanza geografica.

1) Di che cosa si occupa la vostra Fondazione?

Pro Helvetia sostiene l’arte e la cultura svizzera con l’intento di promuoverne la varietà e la qualità. Quale fondazione autonoma sostenuta dalla Confederazione, patrociniamo progetti di interesse nazionale. Le nostre sfere d’intervento sono le seguenti: creazione artistica, scambi culturali all’interno della Svizzera e con l’estero, impulsi culturali, promozione delle nuove leve, mediazione artistica.

2) Esiste davvero una letteratura nazionale svizzera?

La letteratura svizzera esiste, la sua peculiarità sta nel fatto che si divide in quattro lingue, e in ogni lingua la letteratura che si sviluppa si accosta alla tradizione letteraria di quella lingua. Per esempio, la letteratura svizzera in lingua tedesca entra a far parte della tradizione letteraria tedesca.

Pro Helvetia sostiene, infatti, la letteratura svizzera in tutte e quattro le lingue nazionali. Per accrescere la notorietà delle pubblicazioni nelle altre regioni linguistiche del Paese e all’estero, promuoviamo anche le traduzioni letterarie. Grazie al nostro aiuto, opere letterarie e numerosi libri per bambini e ragazzi sono stati tradotti in portoghese, coreano, georgiano e più di altre 50 lingue.

Riforniamo regolarmente biblioteche in tutto il mondo con opere letterarie, libri per bambini e testi di saggistica inerenti alla cultura svizzera, sosteniamo la presenza delle associazioni svizzere degli editori alle più importanti fiere librarie internazionali e supportiamo, inoltre, le iniziative volte a promuovere il libro svizzero all’estero.

3) La letteratura elvetica riesce a imporsi nel panorama internazionale?

La letteratura svizzera è conosciuta a livello internazionale, basti pensare alla quantità di traduzioni di libri svizzeri in lingue, per citarne alcune, come lo spagnolo, il portoghese, il catalano, il georgiano, il russo, l’inglese, l’iraniano, etc. Ci sono, poi, esempi concreti del fatto che la letteratura svizzera sia riconosciuta a livello internazionale. Le segnalo due eventi che avranno luogo in Italia: primo, la Svizzera sarà paese ospite nel 2019 a “Bologna Children’s Book Fair”, dove esporrà libri per bambini di autori e illustratori svizzeri, provenienti dalle diverse regioni linguistiche della Svizzera; secondo, nell’ambito del Festival Book Pride, che si terrà a Milano a fine marzo, verrà proposta una finestra sulla letteratura svizzera, di lingua italiana ma non solo. Oltre ad alcuni autori della svizzera italiana, verranno invitati autori dalla svizzera tedesca, francese o romancia, insieme ai loro traduttori.

4) Chi può essere considerato il più famoso scrittore svizzero oggi (a parte probabilmente il poeta Giorgio Orelli, scomparso nel 2013)?

Ci sono molti scrittori svizzeri contemporanei che hanno successo a livello nazionale e internazionale. Di recente sono stati assegnati i premi svizzeri di letteratura, tra gli scrittori e le scrittrici premiati ricordiamo Fabiano Alborghetti, Dumenic Andry, Friederike Kretzen e la giovanissima Yael Inokai.

5) La vostra Fondazione ha promosso alcune opere importanti?

La Fondazione sostiene la pubblicazione di libri in lingua originale italiana e romancia, e in determinati casi, anche francese, a condizione che il testo letterario sia considerato di alta qualità. La lista dei progetti sostenuti da Pro Helvetia è molto lunga, non ci è possibile menzionarli tutti.

Ancora qualche curiosità sull’argomento. Lo scorso febbraio, il Gran Premio svizzero di letteratura 2018 è stato assegnato alla scrittrice Anna Felder. Nata a Lugano nel 1937, è stata insegnante di francese e italiano ad Aarau ed è un’affermata scrittrice in Svizzera e all’estero. Il suo secondo romanzo, “La disdetta” (Einaudi, 1974) fu molto apprezzato – pensate un po’ – da Italo Calvino, che ne sostenne con convinzione la sua pubblicazione. Della Felder, l’autore de’ “Il barone rampante” scrisse: “Mi pare che Lei sia una scrittrice con una personalità molto netta (…) quello che per me dà il piacere della lettura è il suo humor sommesso e trattenuto e continuo”.

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