I ‘donatori di voce’ a Corato

La voce, intesa come parola, è lo strumento più efficace che possediamo per trasmettere emozioni: rauca, acuta, soave, graffiante, è la melodia che nasce nel momento in cui smuoviamo le corde dell’anima.

La voce, quella più intima, autentica ed unica, è il solo antidoto contro il silenzio dell’ignoranza, la noia dell’apatia e la solitudine degli avidi. Sebbene l’arte dell’espressione venga spesso sottovalutata in quanto primordiale, in realtà è un processo che si impara con dedizione in tutte le fasi della vita e, ancor prima, una passione meravigliosamente trasmessa. Innamorarsi delle parole significa cogliere le sottigliezze di una lingua universale, scoprendone l’insormontabile valore.

L’amore per tutto questo ha visto nascere nel 2004 il Presidio del Libro di cui Angela Pisicchio è la referente a Corato. La sua encomiabile iniziativa abbraccia la bellezza senza tempo della lettura ad alta voce, nelle piazze e nei più svariati luoghi del paese, accessibili a tutti, con un sentito intento di condivisione. Sono nati in quest’isola felice i “donatori di voce”, un gruppo di lettori di cui fortunatamente faccio parte, dediti a trasmettere questa passione mettendo a disposizione la propria voce ed offrendo, così, l’opportunità di “emozionare” attraverso l’inestimabile tesoro che è la lettura.

Il progetto è esteso a chiunque abbia voglia di non mettere a tacere quelle particolari intonazioni capaci di sfociare in poesia. Sono proprio i toni, le pause, gli accenti e i colori della voce a dare ai testi letti non solo comprensibilità, ma anche fascino e incanto.

L’iniziativa offre la possibilità anche ai giovani di approcciarsi a questa realtà, cercando voci nuove e fresche.  Sono, infatti, coinvolti i ragazzi delle Scuole superiori di Corato. Già numerose sono state le occasioni di incontri con noti scrittori e giornalisti, delle cui storie i “donatori di voce” hanno potuto interpretare il filo conduttore.

Commovente l’ultimo incontro tenutosi lo scorso 9 aprile. La Biblioteca Comunale di Corato ha ospitato, non per la prima volta, Asmae Dachan, giornalista e scrittrice di origini siriane. Nata ad Ancona, descrive l’Italia come la sua mamma adottiva, pur affondando le sue radici nella millenaria città di Aleppo. L’autrice ha presentato il libro “Il silenzio del mare”, che narra il dramma della guerra in Siria, lasciando spazio a spiragli di luce e speranza, tra un rigo di amarezza e l’altro di nostalgia, in un’epoca in cui vi è – ahimè – un sovraffollamento mediatico di asettiche informazioni. La presentazione è stata accompagnata dalle note dell’eclettico maestro Luigi Palumbo e dalle appassionate letture dei donatori di voce che hanno interpretato vari brani del libro. I giovani hanno bisogno di simili stimoli per sentirsi cittadini attivi che possano attingere ad una cultura condivisa, che vada oltre i confini del territorio grazie alla letteratura, prestandole un’unica voce, vivace sussurro tra le ‘strade chiassose di vacuità’.

La foto è tratta da www.lostradone.it

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