Il destino comune

Ho conosciuto Alessio Rega quando scelse di editare un mio libro sull’amore.

Per la sua casa editrice era la terza pubblicazione in catalogo. Praticamente Alessio non era nessuno. Gli dissi, quando lo rividi, che “Les Flâneurs” sarebbe diventata la prima casa editrice in Puglia e lui mi rise in faccia, ma purtroppo per lui difficilmente mi sbaglio nelle profezie. Ho il dono di Cassandra, da bambino. Preannuncio fatti senza essere creduto, ma poi sempre accade che…

Non sapevo che sarei diventato il direttore del suo magazine e che mi sarei ritrovato a dirigere un gruppo di giornalisti cazzuti, aiutati da scrittori che si stanno facendo largo nel mercato nazionale. Perciò anche il successo del medium culturale che oggi state scoprendo, sarà assicurato da una avanzata e artistica scrittura.

In questa Italia strozzina nella quale, vi confesso, per pagare le multe, le tasse, i contributi di novembre, ho dovuto rinunciare a comprare le scarpe invernali (ma non vado scalzo) ho maturato un atteggiamento sprezzante:

  • Gli analisti, soprattutto gli accademici, piagnucolano perché si vendono pochi libri.
  • E chi se ne frega. Moltissimi autori scrivono cavolate e i libri costano troppo.
  • I ministri sgarbizzati, nei bilanci statali, mettono ‘sotto zero’ i finanziamenti per la cultura
  • “Oramus pro eis” Preghiamo per loro
  • La scuola non insegna niente
  • San Nicola, ora pro nobis
  • Bruno Vespa si fa pubblicità gratuita e vende migliaia di libri
  • Oramus pro eo (e per Veltroni)

Le società sono sempre state rovinate da predatori, ignoranti e impostori. Ma ci sono anche le persone volenterose come i professionisti di questo colophon che senza soldi e con pochi mezzi si danno da fare per garantire il rinnovamento.

Purtroppo nel primo numero dobbiamo piangere la scomparsa di un artista della parola. In questo mondaccio, Vita e Morte non si rispettano per niente e ognuna cerca di prendere il sopravvento sull’altra. Ilaria ha scritto le parole giuste per il tarantino Leogrande. Vuol dire che Alessandro sarà il beato protettore del mag; noi lo terremo sempre in vita, invocandolo nei momenti di difficoltà e ringraziandolo per i like e i consensi che ci farà avere.

Desidero concludere il primo messaggio editoriale con un grido di battaglia: Viva la carta! So che in giro ci sono i Kindle, ma non faranno danni seri e irreparabili. I libri di carta profumano di boschi cedui, le pagine elettroniche non profumano.

Secondo postulato: un libro si regala, ben incartato, dopo averlo scelto tra migliaia di titoli originali puntati sugli scaffali di una libreria. Un kindle ha 10 mila titoli in memoria (un incubo!) e bisogna andare nei negozi di elettrodomestici per comprarlo (so di essere disinformato, perdonatemi)

Infine, la dedica? Tracciare con la propria penna, in calligrafia, un pensiero malizioso è un atto d’amore unico. Ditemi, come diavolo si fa la dedica sul kindle? Con una mail?

Insomma, cari lettori che state sorridendo alle mie antifrasi, fate un’opera buona! Comprate i libri (anche quelli che pubblica Alessio Rega) e seguite il nostro “Les Flâneurs Mag”. Oggi inizia la sua allegra esistenza e voi ne sarete contagiati.

 

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3 Thoughts to “Il destino comune”

  1. Paola

    Standing ovation!!!

  2. Teresa Antonacci

    Monteleone for President🔝Rega forever

  3. Lucia

    Sei un grandissimo, Francesco. Bravi tutti e sai che non sono solo parole. Auguro piena, allegra, splendente vita a Lesflaneursmagazine. Io, il profumo della carta me lo porto dentro. Perciò, contate su di me. Ad maiora semper

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