In ricordo di Ludovica Castelli

Tra i tanti viaggi che ho fatto per partecipare attivamente alle presentazioni dei libri della mia casa editrice, quello che più di ogni altro mi è rimasto nel cuore è stato senza dubbio quello a Catania. Esattamente un anno fa. Quando si dice che i libri creano dei ponti (nello spazio e nel tempo), si esprime un concetto profondamente vero e credo proprio che sia questa la magia della carta impregnata di inchiostro. Perché dietro a ogni libro c’è sempre una storia, a volte dolorosa ma a volte anche carica di speranza. A Catania sono stato accolto come un figlio, Angelo Lucia e Ciro non hanno mai smesso di mostrarmi la loro gratitudine senza invece sapere che sono stati loro a farmi un regalo.
Non ho mai avuto la possibilità di conoscere Ludovica, non ci ho mai parlato, non conosco qual era il timbro della sua voce o il suo modo di gesticolare, ma attraverso le parole che ci ha lasciato credo di conoscere qualcosa della sua anima e della sua sensibilità, quali erano le sue paure e i suoi sogni. Paure e sogni di una ragazza che aveva la mia stessa età, nel pieno della vita, di questa vita che spesso sa essere terribilmente ingiusta, ma che lascia anche attraverso il dolore sprazzi di bellezza. Nonostante la malattia, e la sua violenza distruttiva, Ludovica non ha mai smesso di sorridere, ha combattuto sino all’ultimo come una guerriera.
Per questo motivo La geometria dei fiori per me non è “solo” un libro. È un messaggio, un monito per ricordarmi che la vita non aspetta, che il tempo sembra infinito ma non lo è, che bisogna cogliere ogni attimo e viverlo per intero, che bisogna avere il coraggio di rischiare per vedere realizzati i propri sogni. Perché, proprio come scrive Ludovica, «La felicità non è mai gratis. Se non hai niente da perdere non dovresti nemmeno avere niente da rimpiangere».
Ti abbraccio Ludo, ovunque tu sia.

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