International Journalism Festival 2018, a Perugia il giornalismo del futuro

IL FESTIVAL – Il Festival Internazionale del Giornalismo, ideato da Arianna Ciccone e Christopher Potter, giunto quest’anno alla dodicesima edizione, è un evento fortunato. E con questo non si considera la sola analisi dei numeri che ne confermano il successo: la sua fortuna è quella di far sentire chi vi partecipa un privilegiato, o semplicemente uno felice di impegnarsi in questo mestiere anche a dispetto degli opinionisti di professione che lo danno per superato. Il Festival è una terapia di gruppo. È come se tutti gli innamorati cronici del giornalismo si riunissero una volta all’anno per dargli nuova energia e visione. Giganti dell’informazione di tutto il mondo si confrontano sulle nuove prospettive del giornalismo, raccontando la attualità con analisi lucide: d’altronde è di una indagine critica che si ha bisogno per capire in quale direzione ci si sta muovendo. E la magia del Festival, nonchè la sua cifra stilistica, è dare la possibilità a tutti di partecipare a incontri e workshop gratuitamente. L’informazione incontra la gente e, dopotutto, è solo così che si può tornare a garantire un servizio capace di meritare la fiducia e il sostegno dei lettori, spesso stanchi dell’abuso di fake news, del click baiting più scatenato e di notizie date a metà.

LA CITTÀ– Perugia è la più indicata per ospitare il Festival. Questo borgo medievale rappresenta il paradigma ideale della città che guarda al futuro, senza mai rinunciare però al suo incantevole anacronismo che ne è proprio il suo marchio di fabbrica. Perugia va vissuta con lentezza, non abbiate fretta: dopotutto quello che c’è da scoprire si fa trovare con discrezione. La definizione di comunità, però, è quella che forse permette meglio di comprendere il suo essere un punto di riferimento per l’Italia, da cui partire e fare rete per due ragioni: Perugia ospita l’Università per Stranieri, che rappresenta un polo internazionale di formazione capace di confermare la caratura stimolante di questa città.
E poi la sua storica Scuola del Giornalismo è la prova dell’attenzione di Perugia al giornalismo. Il filo rosso tra queste due realtà lo tiene proprio il Festival, che ha promosso un format che non è più soltanto un appuntamento atteso dagli addetti ai lavori e appassionati, ma ha aperto la strada a un nuovo modello di sviluppo del territorio, potendo infatti parlare di vero e proprio turismo-giornalistico.

L’OBIETTIVO – Il Festival accorcia le distanze e restituisce all’informazione il suo posto più naturale tra i cittadini, rivelandosi anche un’occasione per visitare i Palazzi, le Sale e i Teatri della città, aperture inedite per i turisti che possono vivere in questo modo la quotidianità perugina. Scegliere Perugia, con le sue aree verdi e la sua vivacità culturale è un’idea vincente destinata a crescere. Questo è un progetto di successo perché combina al meglio numeri e contenuti: 700 speaker provenienti da 44 Paesi di tutto il mondo e 300panel sul cambiamento che impone oggi al giornalismo di stare al passo e di essere duttile. Questo evento ha permesso di comprendere la necessità di diventare giornalisti liquidi: l’online rivendica la sua centralità e bisogna farsi trovare preparati, senza il pregiudizio di un lavoro sottovalutato o meno prestigioso rispetto alle forme canoniche di cronaca. Il giornalismo deve riscoprirsi meno borghese e astigmatico, altrimenti la realtà lo inghiottirà. Il Festival ingrandisce il mondo e lo fa senza tralasciare niente, con la specificità richiesta dall’attualità: i panel sono stati pensati per essere rivolti ai giornalisti specializzati e ai cittadini, perchè è proprio la tacita alleanza fra loro a dare credibilità all’informazione.

Ph: Diego Figone

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