La casa sul Bosforo, Pina Selek (Fandango libri)

“Il tempo è una strana cosa, nulla gli resiste”, cosa vorrà dire la quarta di copertina? Chissà.

Sappiamo solo che se ribaltiamo in senso orario il libro, troviamo dei melograni tagliati a metà, interi, rosicchiati, secchi, appena divisi, con le goccioline di umidità che si formano al contatto con l’aria.

Il melograno è una pianta originaria dell’Asia, presente sin dall’antichità nel Caucaso, poi in Armenia, in Turchia, e portata nel Mediterraneo dai popoli greci e romani prima e dagli arabi poi.

Il Bosforo è la striscia di acqua lunga trenta chilometri che unisce Mar Nero e Mar Egeo, e basta Istanbul. È una linea che tiene legati Oriente e Occidente, e Pinar Selek ci scrive dalla frontiera una fiaba molto bella. Dalla casa sul Bosforo, cui prende nome questo meraviglioso romanzo di corrispondenza.

La Turchia, il colpo di stato, il partito dei lavoratori turco sono la vita dell’autrice, torturata e imprigionata perché accusata di complicità con il PKK. E di terrorismo. L’accanimento politico e giudiziario non fermerà il sogno che prende carne nella narrazione.

Quattro sono le voci che portano il filo narrativo dall’inizio alla fine, un squarcio sullo scorrere del tempo. Un andare tra sentieri, viuzze, incontri, partenze, maree, e felicità inaspettate, agognate, sperate.

                                                                                                                    Istanbul, dicembre 1994

«Caro Rafi,

preparati, ho una grande notizia.

Elif è tornata! Abbattuta e distrutta. Corre un grande pericolo. Dobbiamo allontanarla al più presto da qui. Lasceremo il paese non appena si presenterà l’occasione e ti raggiungeremo. È probabilmente l’ultima lettera che ti scrivo da Istanbul. Forse un giorno verremo qui insieme».

 

La Casa sul Bosforo contiene il forte tessuto emotivo che, pur a brandelli durante tempi complicati, riesce a difendere i fili più delicati che sono parte della trama per cui la stoffa esiste.

Emozioni che si aggrappano alla vita e alla speranza. Pina Selek insegna Scienze politiche all’Università di Nizza, da qualche anno è cittadina francese.

Un romanzo, il suo, da leggere in altalena, in quei sabati estivi prima di partire.

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