La letteratura ha il potere di darci la libertà

Il premio.

Il Victorian Prize for Literature è il più prestigioso premio letterario australiano e può essere attribuito solo ai cittadini australiani o ai residenti nel paese. La giuria quest’anno ha deciso di premiare uno scrittore migrante, definendo la sua storia: “Una storia australiana”. I premi letterari del Victorian Prize for Literature sono stati creati dal governo vittoriano allo scopo di elevare il profilo della scrittura creativa contemporanea e dell’industria editoriale australiana. Il primo vincitore riceve 125.000 dollari e i vincitori di categoria 25.000 dollari ciascuno.

Il libro.

No Friend But the Mountains (“Nessun amico se non le montagne”).

“Un contributo indelebile all’editoria e all’arte narrativa australiana”, lo definisce Michael Williams, direttore del Wheeler Center, l’istituzione che amministra il premio in nome del governo.

“Questo libro è una critica feroce di una moderna forma di tortura sistematica e del modo in cui la politica di confine è stata armata dagli Stati nazionali”. The Guardian, articolo di Omid Tofighian.

Il suo nome. 

Behrouz Boochani, 35 anni, giornalista, scrittore e regista curdo-iraniano, arrivato in Australia in cerca di asilo nel 2013.

La sua storia.

Behrouz scappa dall’Iran a causa del suo attivismo per difendere la cultura curda e il suo impegno giornalistico in tal senso. La Sepah (l’intelligence iraniana), irrompe nella sede della redazione di “Werya” (rivista culturale curda), nella città di Ilam in Kurdistan, e arresta alcuni suoi colleghi. Behrouz fugge via mare cercando di raggiungere l’Australia. La sua imbarcazione viene intercettata dalle autorità e Behrouz viene trasferito nel centro di Manus che insieme a quello di Nauru, sono i centri di detenzione temporanea su cui l’Australia si appoggia spedendoci coloro che arrivano illegalmente, costringendoli in un limbo in attesa dell’esame delle domande d’asilo. Le cose peggiorarono quando il governo conservatore del primo ministro Tony Abbott, per rispondere alla pressione dell’opinione pubblica, introduce regole rigide sull’immigrazione e il governo stabilisce che chi arrivava illegalmente in Australia non avrebbe ottenuto asilo politico.

Messaggi di libertà.

Il libro narra della detenzione di Behrouz ed è stato scritto sotto forma di messaggi inviati su WhatsApp a Omid Tofighian, che l’ha tradotto in inglese e che ha ritirato il premio al posto di Behrouz durante la cerimonia di consegna a Melbourne.

Il paradosso.

Il paradosso è che in quanto rifugiato, persona migrante, Behrouz Boochani non può ritirare il riconoscimento personalmente, in quello stesso Paese che lo ha premiato e nel medesimo tempo imprigionato in attesa di concedergli asilo.

Ritorno alla Giungla.

Anche noi europei non siamo estranei a situazioni come quella vissuta da Behrouz Boochani, cerchiamo di arginare, recintare, costruire muri, invece di accogliere e creare approdi dignitosi e riconoscere stati di diritto. Basti pensare alla Giungla di Calais, una città portuale del nord della Francia, dismessa nel 2016 quando su internet imperversavano foto su foto di quel campo profughi nato come un limbo e divenuto prigione per quasi diecimila persone migranti a cui viene dato uno “stato di rifugiati potenziali” e non la condizione completa di rifugiati che comporterebbe che lo stato se ne occupasse, in cui la legge non viene applicata e la polizia non interviene in nessun caso lasciando libertà alla crudeltà che al suo interno si manifesta con omicidi, stupri, soprusi e violenze di ogni genere. Una storia già vista che si ripete nei centri australiani con casi di abusi sessuali sui minori, casi di autolesionismo, soprusi dalle guardie.

Dal 2013 le persone migranti trattenute nei centri australiani sono state più di trentamila.

Nel 2016 la Corte suprema di Papua Nuova Guinea definisce il sistema di accoglienza del governo Australiano e i centri di detenzione illegali.

Nel 2017 il governo australiano chiude il centro a Manus.

Le sue parole.

“Credo che la letteratura abbia il potere di cambiare le cose e sfidare le strutture del potere. La letteratura ha il potere di darci la libertà”.

Messaggio inviato da Behrouz Boochani per la cerimonia (a cui non gli è stato permesso di partecipare), di consegna del premio a Melbourne.

https://www.youtube.com/watch?v=5h-AlVaFLvQ

Invito alla lettura.

“No Friend But the Mountains” di Behrouz Boochani, Picador, 374 pagine.

“Tra due mondi” di Olivier Norek, Rizzoli, collana Rizzoli Narrativa, 375 pagine.

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