La lettrice Vis-à-Vis

Avete presente il momento in cui accadono le congiunzioni astrali? È lo stesso di quando incontrate qualcuno che comincia a parlare e a roteare le mani, che vi descrive le cose attorno e ondeggia le dita, accarezza l’aria come farebbe con le corde di un’arpa, alza gli occhi e racconta storie, la sua vita, le persone che incontra.

Chiara Trevisan arriva dal teatro di figura, parla una lingua molto nota ai sognatori, a quelli che – beati loro – camminano coi piedi sulle nuvole. (Gli artisti sono fatti di polvere di stelle!)

«È successo che per via di coincidenze bislacche ero sdraiata sul divano, accerchiata dai libri, e mi son detta: adesso, cosa faccio? – La mia esperienza al teatro di figura era finita. Ma avevo un grande potere: lo strumento della letteratura».

Da cinque anni Chiara va in giro con la sua bicicletta piena di libri, incontra lettori, ma anche non lettori. È in piazza Carignano a Torino, o a Porta Nuova.

Dei libri che porta nel carretto ci sono quelli che fanno da pilastro e altri che vengono di tanto in tanto sostituiti. Il passante si avvicina, sceglie un biglietto su cui c’è scritto qualcosa che la lettrice vis-à-vis legge, interpreta. Il passante si fa emozionare dalla storia, e va via portando con sé una cartolina con i riferimenti del libro da cui è stato ispirato il biglietto, e – si spera – con la voglia di acquistarlo.

«Aspettare – è la parola chiave – che le persone entrino in contatto. Che ci sia ascolto e sospensione di giudizio. Non sono io a richiamare l’attenzione dei passanti, ma sono loro che si sentono liberi di fermarsi».

E se ogni città avesse una sua Lettrice, o un suo Lettore, vis-à-vis? O più di uno. Immaginiamo. Un modo semplice per appassionarsi alle storie, ai libri. Alla lettura.

«La temperatura umana è cambiata in questi cinque anni: da quando sono in strada osservo i passanti: nell’ultimo anno le persone pare che camminino con la testa un po’ più alzata degli anni scorsi, come se ci fosse una speranza nello sguardo, una prospettiva. Prima vedevo solo gente col viso basso, che rigava dritto».

 

Related posts

Leave a Comment