La regina degli scacchi: tra genio e dipendenza

Per chiunque abbia voglia di una miniserie (sono 7 episodi di cui fare binge watching) che coinvolga all’inverosimile e lasci incollato alla TV, questa è quella perfetta.
È una serie TV originale Netflix, piattaforma streaming ormai diffusissima. Ogni episodio dura dai 46 ai 67 minuti. Varrà la pena dedicare questo prezioso tempo alla regina degli scacchi?
La critica si è espressa favorevolmente; la regia, la scenografia, la fotografia, le cromie lasciano il segno. Interpretazione magistrale per la bellissima e particolarissima Anya Taylor-Joy, attrice e modella statunitense, dal fascino d’altri tempi con la sua capigliatura rubina e il suo arco di cupido totalizzante.
La protagonista Beth Elizabeth Harmon, orfana di madre all’età di otto anni, si ritrova in un orfanotrofio dove si avvicina agli scacchi grazie al signor Shaibel, custode dell’istituto, che le insegnerà i primi trucchi del gioco. Questa passione si trasforma ben presto in ossessione e il suo genio prende forma.
Negli episodi Beth cresce e diventa una giovane donna e alla prese con veri e propri tornei di scacchi, competizioni prettamente maschili dove riuscirà a sbaragliare la concorrenza. Di pari passo, però, progredisce anche la sua dipendenza dagli psicofarmaci e dall’alcool.
Riuscirà la piccola Beth a primeggiare negli scacchi e superare le dipendenze? Amori, passioni, make up e pettinature fanno da sfondo a questa storia avvincente. Non ci resta che dire, buona visione!

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