Premio narrativa Stresa

Abbiamo preso posto nella sala liberty di uno degli alberghi più sontuosi di Stresa, il Regina hotel, con gli occhi che non sapevano se posarsi sui lampadari, sugli specchi o sul pavimento rosso broccato oro. Era il 22 ottobre scorso, una serata insolitamente mite per questa bellissima cittadina in provincia di Verbania, che si riflette nelle rassicuranti acque del Lago Maggiore ed è abbracciata dalle pendici verdi del Mottarone. In prima fila erano seduti i cinque finalisti, tutti uomini per uno strano caso del destino.

Eleganti e impazienti, attendevano il verdetto della giuria.

I giurati – giornalisti, critici e professori universitari – si passavano il microfono come i giocatori, nel campo, la palla: sfoderando tutta la loro sapienza letteraria, presentavano a un pubblico attento e curioso le opere arrivate in finale. Fotografi e cameramen, nel frattempo, immortalavano volti, gesti, frasi, strette di mano, applausi. Poi finalmente lo spoglio e, quindi, il verdetto finale declamato a gran voce: vince il Premio Stresa di narrativa 2017 Domenico Dara, con “Appunti di meccanica celeste”. Un testo barocco – come lo ha definito la giuria –, apprezzato per i suoi continui rimandi alla scienza e alla meccanica celeste di Newton, oltre che per un uso sapiente e fantasioso della lingua.

È da quarantuno anni che Stresa –  meta di turismo italiano e straniero per le sue ville, i parchi, il lungolago e lo splendore delle isole Borromee – continua a fare della letteratura nazionale (insieme alla migliore musica classica e jazz), la regina indiscussa della proposta culturale estiva, con il Premio Stresa di narrativa.  Il concorso letterario fu fondato nel 1976 da alcuni scrittori che vivevano o soggiornavano sul Lago Maggiore e, dopo un’interruzione di circa dieci anni a partire dagli anni Ottanta, è stato ripreso nel 1995 dall’Associazione Turistica Pro Loco di Stresa. Cifra stilistica della manifestazione è sempre stata un’indiscussa vivacità culturale: della giuria, per esempio, hanno fatto parte intellettuali come Carlo Bo, Primo Levi e Giovanni Spadolini, mentre nell’albo d’oro figurano importanti scrittori quali Lidia Ravera, Marcello Venturi, Alberto Bevilacqua, Paolo Rumiz.

Riproposto oggi con il supporto del Comune di Stresa e della Banca Popolare di Novara, il concorso adotta una formula semplice e “democratica”: una giuria di settanta lettori è chiamata a esprimersi sulle cinque opere finaliste, selezionate precedentemente dalla giuria dei critici e presentate in estate in una serie di incontri letterari. Lo spoglio dei voti avviene davanti agli stessi scrittori e agli spettatori, nel corso di una serata finale organizzata nel mese di ottobre.

Per l’assessore alla Cultura del Comune di Stresa, Albino Scarinzi, “il concorso di narrativa rappresenta il fiore all’occhiello di Stresa, un evento che chiude la stagione turistica della città e che consente di avere uno sguardo sul panorama letterario nazionale”.

Anche per il presidente della giuria Gianfranco Lazzaro – scrittore, giornalista e poeta – il concorso letterario è ancora in vita grazie alla risposta di un pubblico di lettori attento e curioso, che segue sia le presentazioni estive che la cerimonia finale.

Meno positive e confortanti, invece, sono le sue parole sul futuro della nostra letteratura: “Oggi non vedo la narrativa in ottima salute, perché gli scrittori hanno poco o nulla da raccontare, avvolti come sono nell’abbraccio mortale del proprio ego freudiano. Ma chissà, forse gli uomini sono sempre stati così…”.

Ciononostante, con la lucidità e la saggezza dei suoi 84 anni, continua a credere – quindi a investire tempo ed energie – nel Premio Stresa di narrativa, di cui è stato vincitore nella prima edizione del 1976 con l’opera “Il cielo colore delle colline”.

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