Roghi di libri (Parte 2)

Continuiamo la carrellata dei film, rigorosamente tratti da libri di successo, che contengono incredibili scene di libri che vengono bruciati. La deplorevole pratica della biblioclastia.

Siamo nel 1999 e quel genio di Roman Polanski dirige uno dei suoi film più controversi: “La nona porta”, tratto dal best seller “Il club Dumas” dello spagnolo Arturo Pérez-Reverte. Protagonista è Dean Corso (Johmmy Depp), esperto di libri antichi alle prese con l’autenticazione di un antico tomo dal titolo “Le nove porte del regno delle ombre”, scritto dall’esoterico Aristide Torchia, giustiziato sul rogo dall’Inquisizione assieme al suo libro in quanto trascrizione del leggendario e introvabile “Horrido Delomelanichon”, vergato niente di meno che da Satana stesso. Naturalmente anche questo finirà nelle fiamme, perché, ricordiamocelo: «Ci sono libri pericolosi, non vanno aperti impunemente».

È il 2010 quando in Italia arriva il bel film diretto da Alejandro Amenábar dal titolo “Agorà”, un biopic che vede la bellissima Rachel Weisz nei panni della filosofa Ipazia, che nell’Alessandria d’Egitto del 391 dopo Cristo, lotta contro il dilagante pregiudizio – capeggiato dai fanatici e intolleranti religiosi – che una donna non può studiare e quindi pensare liberamente. Il malessere maschilista è talmente esagerato da giungere all’atto estremo di distruggere la biblioteca del Serapeo, depositaria di secoli di conoscenza, dove proprio Ipazia assieme ai suoi discepoli sta tentando disperatamente di preservare l’antica saggezza. Emblematico lo scambio tra Oreste e Sinesio. Il primo dice: «Lui (riferendosi a Cirillo) distorce le Sue (riferendosi a Dio) parole, usa le sacre scritture…». Sinesio risponde: «lui ha solo letto ciò che è scritto!». Fanno riflettere, no?

Ultimo film in ordine di tempo è “Storia di una ladra di libri”, diretto nel 2013 Brian Percival, trasposizione del romanzo omonimo (anche se in precedenza il primo titolo era “La bambina che salvava i libri”), scritto da Markus Zusak e pubblicato nel 2005. La storia è ambientata nella Germania nazista del 1939 e vede protagonista la giovanissima Liesel che ruba un libro pur non sapendo leggere. Rimasta orfana viene adottata da una nuova famiglia e con loro assapora il gusto della lettura, soprattutto con il rapporto che instaurerà con Max, un ebreo sfuggito dai rastrellamenti e tenuto nascosto in casa. Mentre fuori infuria una sanguinosa guerra e Hitler fa bruciare milioni di libri per limitare la libertà d’espressione, tra le quattro pareti di una stanza la piccola Liesel scoprirà, attraverso la lettura e la scrittura il mondo e a rendere più sopportabili le brutture umane. «Quando avrebbe cominciato a scrivere la sua storia si sarebbe domandata quando, esattamente, i libri avevano cominciato a significare non qualcosa, ma tutto». Appunto.

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