San Nicola è pop, il suo posto è la strada

“Vai a rubbare a San Nicola” è l’espressione con cui i baresi liquidano quelli che fanno richieste irrealizzabili. Da qualche giorno l’icona del Santo patrono della città è stata trasformata in un fumetto che, candidamente, invita tutti a smettere di essere pedanti e a lasciarlo in pace, almeno durante la sua festa. L’opera è di Eleonora Lella, che con questa trovata ha tolto l’aureola all’iconografia sacra e l’ha resa popolare, riportando i Santi nelle strade. Dopotutto chi vorrebbe passare tutta la vita in processione o nei portafogli facendosi in quattro?

L’agiografia ci restituisce l’esperienza di uomini che sono stati fortissimi e che hanno compiuto i miracoli più interessanti lavorando alla loro rivoluzione personale, fedeli alle idee anche quando non li capiva nessuno. Alcuni sono stati esempio di lungimiranza di azione e pensiero, nonostante il tempo andasse loro stretto. Uomini veri, non figurine da presepe e per questo Santi di strada. Eleonora ha pensato a San Nicola come al protagonista di una pubblicità mainstream, guadagnandosi il suo posto nell’arte underground fatta bene. Si è firmata St. Lella e le concediamo questa “velleità” perché è necessario santificare tutte le intuizioni che sanno di innovazione e che siano pop, a dispetto dello snobismo che vuole costringere la cultura a una cosa per pochi, o peggio, per sfigati. Non esiste una classificazione delle arti, dal museo ai muri vale sempre purché racconti qualcosa, e non soltanto mero narcisismo.

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