Mongoloide, ebreo, handicappato…

Mezzo mese fa avevo invitato i lettori seriali di libri, giornali ecc. a rallentare la velocità e a pesare le parole maggiormente, perché esse hanno oltre il loro significato letterario, anche una sfuggente e misteriosa profondità filosofica. Ma il consiglio era incompleto; le parole non solo si vedono con gli occhi, si ascoltano anche con le orecchie e bisognerebbe fare molta attenzione a quel che si sente o, meglio, si dice ad alta voce, con una notevole superficialità. Insomma, senza farvi perder tempo vi racconto i fatti. Esco da casa…

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