Italo Calvino e il gioco delle narrazioni incrociate

“Credo che la mia prima spinta venga da una mia ipersensibilità o allergia: mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbagliato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno…

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Errico Buonanno “Vite straordinarie di uomini volanti” (Ed. Sellerio)

È un libro che riporta l’anima ai vecchi ricordi e alle favole antiche raccontate la sera attorno alla luce fioca del camino. La carta che avvolge la copertina è di una materia quasi empatica, che si amalgama alla pelle delle mani calde, fredde o sudate che si apprestano a leggere il libro. Quanta distanza c’è tra Vite straordinarie di uomini volanti e la leggerezza di Italo Calvino? È lei – la leggerezza – che intesse il filo dal principio della narrazione, e poi viene in superficie solo a metà, fino…

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