Pier Vittorio Tondelli: l’estate infinta degli anni Ottanta

Partiamo da un assunto: quasi tutti dobbiamo sempre qualcosa a qualcuno. Un favore, un prestito, una carezza, un abbraccio, insomma, qualcosa. Nel mio caso, devo qualcosa a una ragazza che leggeva un libro, distesa sulla sabbia della spiaggia di Lamaforca. Gli anni ottanta, per quelli della mia età, si stava rivelando un’estate infinita, in fondo: luglio e agosto erano nient’altro che periodi dilatati che ingoiavano e metabolizzavano lentamente umori e amori protouniveristari, che si declinavano in scazzi il cui solo compito era quello di preparare una generazione intera alla vita…

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