Un barese campione di generosità

Non sapevo chi fosse Giorgio Saponaro. Poi nella tv nella quale lavoravo vidi Toti e Tata che nella loro telenovela comica avevano platealmente usato i suoi romanzi come zeppe per un tavolo malfermo. Pensai che lo scrittore si sarebbe offeso, invece egli dimostrò autoironia e addirittura partecipò a quello scherno recitando una piccola parte in una puntata successiva. In seguito mi capitò di intervistarlo per la Gazzetta de Mezzogiorno e lo raggiunsi a casa sua. Rimasi impressionato dalla quantità di libri che conservava e che continuava a comprare, freschi di stampa, come 10 lettori seriali messi insieme. Erano tutte edizioni nuovissime, le più costose. Amava quei testi come se li avesse scritti, tutti, sua figlia. Ero certo che non ne avesse letti nemmeno la decima parte. Erano troppi; milioni di pagine che per sfogliarle semplicemente ci sarebbero volute migliaia di ore. Impossibile. Eppoi, il simpatico Giorgio si piccava di scrivere e quindi non poteva disperdere quel tempo che serve a immaginare storie originali. Credo che il guerriero ora abbia bisogno di riposo. Ho appreso che Giorgione Saponaro regalerà la sua libreria al Comune di Bari. Questa notizia ha avuto un effetto profondo negli uomini generosi e nei politici più intelligenti. Bari sarà una città felice quando avrà un posto come la New York Public Library, facilmente raggiungibile e aperta almeno 10 ore al giorno, tutto l’anno.

Il mese scorso ho ricevuto la telefonata di un amico. Era morta la sua vecchia zia, una professoressa di francese, che gli aveva lasciato in eredità la sua biblioteca. Anche per lui in dono centinaia di romanzi, vocabolari, saggi, poesie ecc. stampate in edizioni bellissime comprate dal dopoguerra in poi; purtroppo quel tesoretto si è presentato come un peso fisico e metafisico, perché per conservare i libri ci vogliono scaffali, venderli ai mercatini è un tradimento, buttarli nei cassonetti è un’infamia.

Insomma, quando ci trasferiremo sulle nuvole, se non troveremo parenti che si prenderanno cura della libreria che abbiamo costruito, diamole un futuro emozionante; rimettiamo i nostri libri in circolazione gratuita, in favore di chi ama leggere e non ha soldi, come ha fatto Giorgio Saponaro, generoso cavaliere d’altri tempi.

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