Vite che sono la tua

Come definire “Vite che sono la tua” di Paolo Di Paolo? Non ce ne voglia l’autore romano che gode tutta la nostra stima, ma pensiamo che “romanzo di formazione della formazione” sia azzeccato. Un po’ come dire “siamo quello che leggiamo”. Sì, perché attraverso questi 27 racconti sui libri che sono stati importanti per lui, assistiamo soprattutto alla crescita dell’uomo Di Paolo.

Si comincia dall’infanzia («Tutti ne abbiamo avuta una, se siamo umani»), con la scoperta prima dello stupore di stare al mondo e la meraviglia essere vivi grazie a “Le avventure di Tom Sawyer” di Twain, poi la scoperta, drammatica, della sconfitta dell’immaginazione con “Racconto di Natale” di Dickens, che, grazie all’inquietante presenza di ben 3 spiriti, riesce a scaldare il gelo dell’anima del protagonista Scrooge e di tutti noi.

Il passaggio all’età adulta avviene prima con “Il giovane Holden” di Salinger, per ricordare «cosa significhi avere 16 anni», poi con “Il diario di Anna Frank”, che il nostro definisce giustamente un romanzo, un fulgido esempio di messa a fuoco dell’adolescenza come “terra di mezzo”, quindi “L’isola di Arturo” della Morante, in altre parole l’addio alla pubertà e la “scoperta di essere amati”.

Di Paolo diventa uomo e cominciano i dolori: il senso d’inadeguatezza grazie a “Dietro la porta” di Bassani; l’amore con “Jane Eyre” di Brontë e il sesso con “Lamento di Portnoy” di Roth; l’intensità dell’attesa con “L’educazione sentimentale” di Flaubert, il senso paterno con “Il padre Goriot” di De Balzac; le paure e come fronteggiarle con “Trilogia della città di K” della Kristof. E tanto, tanto altro, racchiusi in altre storie: fotogrammi, densi d’amore, che si trasformano magicamente in suggerimenti letterari.

Leggere per l’autore di questo libro (a proposito, splendida la copertina), che consigliamo assolutamente, è stato «Fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo a incontrare per strada». Quel Di Paolo lettore è diventato – per nostra fortuna – lo scrittore che tutti noi conosciamo e amiamo. E qui ci rivela candidamente: «ho scritto per capire, per ricordare, per vedere le cose da un’altra prospettiva. (…) Ho scritto per tante altre ragioni e molte le ho dimenticate». Ti perdoniamo.

Vite che sono la tua

Paolo Di Paolo

Edizioni Laterza

Pg 214,  Euro 16,00

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