Voto, dunque sono?

Chi non vota è un qualunquista, un fesso, un presuntuoso, un ingenuo che favorisce i potenti!”. Eppure, io conosco molte persone che scanseranno le urne e nessuna di loro merita le accuse elencate poc’anzi.

Quale teorema scientifico può dimostrare che chi si sente avversario di questo insulso bicameralismo (anzi bicameralettismo) è in errore grave?

I parlamentari leccasoldi difendono la democrazia rappresentativa, ma non sono stati capaci, in 5 anni di legislatura, di fare una legge elettorale seria; ora si ripresentano, mascherati in altro modo, sapendo di essere rieletti.

In realtà i capi tradizionali non sono cambiati, sono gli stessi da 40 anni e si divertono a prendere per il culo il popolo, mettendogli davanti qualche novella faccia pulita, presa dalla televisione. Gli affari da concludere, una volta riaperte le Camere, sono già stati discussi e approvati. In queste ore bisogna distrarre gli elettori con interviste concordate (meglio se comprate), con promesse di imbroglioni, con falsi litigi o magnifici progetti risentiti mille volte. Il 4 marzo tutti dovranno fare il dovere civico che è lasciare il mondo com’è, mettendo una croce su un simbolo qualsiasi.

Invece, no! La verità è che chi non voterà, perché non vuol votare, sarà un cittadino truffato. Il suo dissenso dovrebbe essere rappresentato in Parlamento, con un posto vuoto. Lo hanno spiegato molte volte i filosofi, senza che nessuno li ascoltasse.

I politici continuano a essere abusivi e in malafede. Occuperanno anche i seggi che milioni di italiani non avrebbero voluto dar loro. Quanti Cicerone di terza, quarta e quinta mano, convinti di avere le qualità per governare, si sistemeranno a Roma per fare busillis!

Stanno giurando di combattere per i diritti, ma appena eletti si convinceranno di aver esagerato e si metteranno a difendere la burocrazia che gli garantisce i privilegi. Il potere li farà diventare longevi e continueranno a prendere finché possono, con le mani, con la bocca, con gli occhi, con le scarpe, con le mutande, con i parenti, con i complici.

Siamo stati cattivi giornalisti? Ci siamo sparati nel cervello i più inerti luoghi comuni? In Italia i deputati sono 630 e i senatori 315. In America i deputati sono 435 alla Camera e 100 senatori.

“Molto spesso, col cambiare del governo, per i poveri cambia solo il nome del padrone” scrisse Fedro. Siamo sicuri che tra un paio di mesi i ‘quondam borghesi’ tanto cortesi torneranno a spartirsi promozioni e a far danni con i lottizzati Ministri (da minus).

Scusate, egregi lettori, se ho usato il plurale maiestatis. Io mi sento un animo semplice e la penso così: Votare significa esprimere la fiducia a qualcuno. Non votare è volere lasciare un posto vuoto, in attesa che venga occupato da una persona onesta.

“Quanto sei stupido, direttore! Eleggere gli ‘onorevoli’ lo ordina la nostra Costituzione, che è la più bella del mondo!”

Ma come può essere la più bella, se essa non ha, al suo interno, la parola filosofia?

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