Felice Del Gaudio presenta “Harmonia Mundi”

Felice Del Gaudio presenta il suo settimo album da solista “Harmonia Mundi”.

Il progetto discografico è caratterizzato da brani già incisi e rimasterizzati, impreziosito da un inedito composto durante il lockdown primaverile del 2020, (intitolato Santojanni) in cui racconta in parole e in musica quell’isola di fronte alla cittadina di Maratea, in Lucania, la sua terra natale, come se fosse un luogo magico.

Nell’ultimo album Felice conduce l’ascoltatore in un nuovo mondo, intriso di nomadismo culturale, di bellezza interiore di esperienza meditativa.

Felice vanta un curriculum brillante e di importanti collaborazioni come P.Wertico, Lucio Dalla, Il Quartetto d’Archi dell’Opera di Berlino, Hengel Gualdi, Pier Giorgio Farina, Raphael Gualazzi, Daniele Dibonaventura, Biagio Antonacci, Amii Stewart, Andrea Griminelli, Claudio Lolli.

Felice Del Gaudio è un affermato musicista, bassista e contrabbassista, è nato a Lagonegro. Diplomato in musica jazz, al conservatorio di Adria, vive a Bologna dal 1984.

Ha pubblicato quattro metodi per lo studio del basso, un dvd didattico e ha al suo attivo più di centocinquanta registrazioni discografiche e diversi album come solista e leader.

Durante la sua carriera artistica ha suonato in festival di musica in tutto il mondo.

Felice è un artista umile, di alto livello e  nell’ultimo album dimostra il suo straordinario talento e amore per la sua terra, le sue origini, profonde e importanti.

“Harmonia Mundi” è il tuo settimo album. A chi è dedicato?

“Lo dedico all’armonia che è nel cosmo, tra l’ uomo e la natura”.

“Amaratea” e “Terra del Sud” sono brani che omaggiano il  Sud Italia.

Quanto il Meridione ti ha segnato profondamente e di cosa non potresti farne a meno?

“Sono vissuto in Lucania fino a 24 anni. Maratea è la terra natale a cui ho dedicato il brano ‘Amaratea’.

Le radici  danno linfa vitale per proseguire la propria esistenza in cui  si ritrovano gli amici, gli affetti più cari e la famiglia”.

Nell’ album affronti il tema dell’ amore con “Renata Song”. Raccontaci di questa canzone e a chi è ispirato?     

“Ho dedicato il brano alla mia compagna. È un omaggio spirituale e artistico, dal sapore onirico e caratterizzato da armonie legate al basso elettrico”.

Durante la tua carriera artistica hai collaborato con diversi artisti tra cui Lucio Dalla.

C’è un aneddoto che vorresti raccontarci?

“Un ricordo emozionante risale alla Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. Prima del concerto con Lucio Dalla, Beppe D’Onghia e Nu-Ork quintet, tutti insieme con i musicisti ci siamo raccolti in un momento di profonda preghiera. È un bel ricordo molto forte”. 

Tre aggettivi per descrivere il nuovo album.

“Contemporaneo, spirituale e onirico”. 

Un augurio per la rinascita culturale del nostro Paese. Oggi più che mai il settore dell’ arte vive tra difficoltà e precarietà.

“L’ augurio è quello di dedicarsi più tempo. In questo periodo bisogna essere introspettivi, conoscere il nostro ‘io’ per poi  orientare la nostra missione. È importante donare uno sguardo diverso agli altri, offrire un messaggio positivo e non di superficialità, non legato alle cose effimere di questa terra”.

 

 

©Riproduzione riservata

Related posts